venerdì 26 ottobre 2012

Il Project Financing in Veneto

Riportiamo un comunicato stampa divulgato da Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale della Regione Veneto, riguardante il project financing nel Veneto e le sue possibili conseguenze nel prossimo futuro.

Da diverso tempo assistiamo a questi progetti scellerati e come Movimento 5 Stelle Veneto, ovviamente in collaborazione con i preziosissimi comitati che si sono formati contro queste sciagurate opere, abbiamo tentato di fermare alcune di queste con le poche armi che avevamo e abbiamo a disposizione. Pensiamo che sia ora di finirla di sperperare i soldi di tutti (tutti quelli che pagano le tasse si intende) per il beneficio di pochi.


PROJECT FINANCING REGIONE VENETO: SIAMO SULL’ORLO DEL COLLASSO, SI BLOCCHINO TUTTI I PROGETTI.
I giornali riportano oggi la notizia che la Regione del Veneto non avrebbe ancora versato i 13 milioni di euro corrispondenti al canone annuale 2012 del progetto di finanza dell’ospedale di Santorso (VI), nonostante le continue sollecitazioni dell’ULSS 4: qualora l’Azienda sanitaria non ricevesse tale somma subirebbe un tracollo finanziario con conseguenze inimmaginabili per la collettività. Altri cantieri di strutture ospedaliere in project financing sono oggi fermi perchè non ricevono i finanziamenti dalla Regione, la quale si era assunta l’impegno di sostenere con puntualità i canoni in oggetto.

Va ricordato che tramite il project financing si sono pianificati o costruiti vari nosocomi in giro per il Veneto e in tutti i casi le convenzioni economiche che regolano i rapporti tra le amministrazioni pubbliche e i soggetti chiamati a realizzarli sono indebitamente secretate. Tale artificio è stato concepito unicamente per drenare denaro dalle tasche dei cittadini a vantaggio di pochi conosciuti imprenditori privati che realizzano le opere.

Non posso che essere profondamente preoccupato per quanto sta accadendo alla sanità della nostra Regione, considerata da sempre una eccellenza a livello nazionale, ma che negli ultimi tempi sta subendo un processo di ridimensionamento in termini di qualità a causa dei tagli di posti letto, della diminuzione dell'acquisto di materiale sanitario e del sovraccarico lavorativo. Continuare a investire miliardi di euro per i nuovi ospedali in project financing porterà alla costruzione sul territorio di grandi cattedrali vuote, con costi notevoli per la collettività, come sta succedendo per l’Ospedale Dell’Angelo a Mestre.

In una conferenza svoltasi a Venezia la scorsa settimana, Piergiorgio Baita, presidente di Costruzioni Mantovani, ha parlato delle difficoltà di fare project financing in Italia e dei conseguenti ritardi nel chiudere, dal punto di vista bancario, operazioni come la Terza corsia, la Pedemontana e lo stesso passaggio da Anas a Cav del Passante di Mestre. Secondo Baita, se prima della crisi le banche erano disposte a finanziare comunque, ora la scarsità di liquidità le spinge a chiedere altre garanzie e a voler non assumersi i rischi delle società di progetto.

Il project financing veneto rischia di riversare le perdite nel pubblico, sulla popolazione, trasferendo tutti i rischi d’impresa sulla collettività, con conseguente rischio di collasso per le casse regionali; la Regione Veneto non può e non deve stipulare degli accordi finanziari molto costosi, che rappresentano un vero salasso per i cittadini, e poi non essere più in grado di sostenerli.

Per questo, oggi, tramite un’interrogazione, ho chiesto alla Giunta di rivedere immediatamente gli accordi finanziari per le opere in project financing in fase di costruzione, nonché di bloccare tutti i progetti in fase di approvazione, fornendo l’elenco di tutti i progetti avviati.

martedì 14 agosto 2012

Proposta di legge di iniziativa popolare "Zero Privilegi"

E' finalmente possibile firmare per l'iniziativa presso l'Ufficio Elettorale del nostro Comune, dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e Mercoledì pomeriggio dalle 15:30 alle 18:00.

C'è tempo fino a metà Settembre, quindi ancora un mese, per fare un piccolo sforzo e porre una firma.

L'iniziativa in breve:
Il progetto di legge in esame ha quale finalità la riduzione dei costi gestionali dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale: forte segnale della necessità che la politica regionale gravi sempre meno, nell’esercizio delle proprie funzioni, sulle tasse dei cittadini che, nella maggior parte dei casi, vivono periodi di difficoltà economica e sociale importante.
La grave situazione economica che colpisce il nostro paese, impone infatti scelte coraggiose volte alla riduzione dei costi complessivi della politica. Il clima di sfiducia verso le istituzioni, la crescente attenzione agli sprechi e i continui scandali sulla gestione poco trasparente di denaro pubblico, devono fare ripensare alle indennità che gli amministratori percepiscono nell’esercizio delle loro funzioni. Per restituire credibilità e fiducia è necessario uno sforzo, un gesto tangibile e concreto, che dimostri ai cittadini che la politica è un servizio e non un mestiere. Il progetto di legge si compone essenzialmente di due parti.
La prima parte prevede la riduzione dell’indennità lorda di funzione, l’abrogazione dell’indennità lorda aggiuntiva e l’abrogazione della diaria. Il progetto, inoltre, prevede la revisione totale dei rimborsi di cui beneficiano i Consiglieri, sostituendoli con rimborsi che coprano le spese effettivamente e realmente sostenute nell’esercizio delle funzioni.
La seconda parte del progetto di legge è volto invece all’abolizione dell’assegno vitalizio fin dalla presente legislatura, dell’assegno di reversibilità e dell’assegno di fine mandato. Riteniamo infatti siano privilegi inaccettabili che devono essere aboliti per ridare sobrietà e credibilità alla classe politica presente e futura. Ancora una volta, a pagare è il bilancio della Regione, cioè i cittadini. Al fine di contemperare la necessità di rigore nell’uso dei soldi pubblici con la necessità del rispetto dei diritti già acquisiti, la modifica entrerà in vigore a partire dalla sua emanazione.

Partecipate!!!! 

mercoledì 1 agosto 2012

La navetta Busa-Ponte di Brenta si è persa per strada...

Si avvisano i gentili utenti che, a causa dei tagli alla spesa pubblica previsti dalle vigenti normative, non sarà possibile attivare per l'anno scolastico 2012/2013 il consueto servizio di bus navetta fra le frazioni di Busa-Perarolo ed il capolinea del 18 a Ponte di Brenta.

In seguito a questo breve ma incisivo annuncio comparso sulla homepage del Comune di Vigonza, abbiamo deciso di mobilitarci per conoscere le motivazioni della decisione dell'amministrazione comunale.
Questa mattina il nostro consigliere Fausto Gerometti si è recato dal Sindaco per chiedergli spiegazioni sull'accaduto, e la situazione non sembra delle più rosee. Perchè?

Si tratta ovviamente di mancanza di fondi. In sostanza, da quello che è risultato dalle parole del Sindaco, a fine anno il nostro Comune avrà raccolto 4.200.000€ dall'IMU, ma lo Stato sostiene che noi dovevamo ricevere 5 milioni. Un "giochino" che sembra essere ricorrente tra Stato ed Enti Locali e che di fatto ci ha impoveriti di altri 800.000€ che a questo punto il Comune non sa come trovare, se non con il probabile aumento delle tasse.
Questo è il motivo per cui è stato tolto il servizio navetta, che al Comune costava circa 95.000€ l'anno.

Peraltro ci è già stato detto, sempre dal Sindaco, che il Comune non può affidare il servizio a privati poichè per legge non si possono portare i residenti fuori dal Comune e per assurdo se si dovesse attivare questo servizio i passeggeri dovrebbero essere scaricati sopra al ponte dove il territorio è ancora vigontino (che comunque potrebbe sicuramente essere una situazione più accettabile rispetto alla mancanza totale del servizio).


Certo che forse questa situazione di difficoltà si poteva già conoscere qualche tempo fa o tutto è capitato in questi giorni?

Vi ricordate quanto questa amministrazione comunale si è vantata in campagna elettorale del fatto che aveva abbassato le aliquote IMU rispetto a quelle standard? Bene ora gli effetti si vedono…e ora avremo un nuovo aumento delle tasse?

A onor del vero le polemiche sul servizio bus navetta erano già iniziate lo scorso anno quando l’orario di servizio era stato ridotto causando notevoli disagi in particolare ai lavoratori pendolari.

Ora prosegue il trend di taglio progressivo dei servizi fondamentali per i cittadini. Quale sarà il prossimo taglio? Forse non era possibile rinviare qualche opera di scarsa utilità (magari qualche rotonda…) per garantire questo servizio fondamentale ai cittadini?
In attesa di capire meglio come stanno le cose e se è possibile fare qualcosa, vi salutiamo e se volete attivarvi vi aspettiamo! Contattateci!

Aggiornamenti: in seguito ad un incotro con il vicesegretario Gianbattista Zanon siamo venuti a conoscenza del fatto che le minori entrate per il Comune, non sono dovute all'IMU ma sono dovute alla diminuzione dei trasferimenti statali.

giovedì 26 luglio 2012

Vigonza dice NO all'Idrovia Padova-Mare

Ieri sera, 24 Luglio 2012, al 13° punto dell'ODG del Consiglio Comunale abbiamo presentato la mozione che chiedeva al sindaco di domandare alla Regione di convocare una Conferenza dei Servizi istruttoria, sul tema dell'Idrovia Padova-Mare.

Brevemente un pò di storia. Il progetto dell'Idrovia (inizialmente definita Padova-Venezia) nasce ufficiosamente nel lontano 1955! L'opera fu concepita per collegare Padova e Venezia tramite un collegamento fluviale che permettesse il trasporto e lo smistamento di merci prodotte o consumate nella zona industriale di Padova.
Dopo la fase di progettazione, gli espropri dei terreni, e l'inizio dei lavori, l'opera subisce una battuta di arresto e si arena definitivamente nel 1992, nonostante si continui a legiferare sulla stessa anche negli anni successivi.
Intanto nel 2006, compare per la prima volta il progetto della Camionabile, opera che si va ad aggiungere al progetto iniziato nel 2000 del GRA di Padova. La Camionabile non è altro che una strada a pedaggio di collegamento tra Padova e Marghera-Mestre, che sarà costruita sull'argine destro dell'incompiuta.
Arriviamo al 2010, nonostante sia già da diverso tempo che varie associazioni cerchino senza risultati evidenti di far ricominciare e quindi terminare i lavori dell'Idrovia, vengono risvegliate improvvisamente le attenzioni dei politici veneti sul progetto dell'Idrovia in quanto, in seguito all'alluvione (non considerata catastrofica come quella del 1966) e ai 2 miliardi di euro, bruciati dalla regione per i danni provocati dall'evento naturale, si comincia a considerare l'Idrovia come un'opera utile al fine di ottenere quel minimo di sicurezza idraulica, che in questi anni è sempre stata snobbata a favore della cementificazione selvaggia ed incontrollata del territorio.

Ora vi forniamo alcuni dati e stime fatte in caso di completamento dell'Idrovia in V classe di navigazione (per intenderci, un canale come quelli che vengono usati efficacemente ad esempio in Olanda e Belgio per il trasporto fluviale delle merci):
- Le terre facenti parte del percorso dell'Idrovia Padova-Mare furono già espropriate a suo tempo. La sentenza 293/2010 della Corte Costituzionale ha tra l'altro di fatto stabilito che non è possibile modificarne la destinazione d'uso;
- Il costo stimato per il completamento dell'opera si aggira attorno ai 200 milioni (Dieci volte meno dei soldi buttati dalla regione per i danni subiti con l'alluvione 2010);
- La portata necessaria per garantire la sicurezza idraulica è di almeno 400 mc/s, che si avrebbe rendendola un canale di V classe. Con la Camionabile questa portata non potrebbe essere mai sostenuta, perchè nel project financing che la Regione sostiene, l'alveo disponibile si dimezzerebbe e renderebbe insufficiente l'opera;
- Potrebbe essere utilizzata per il trasporto merci attraverso particolari battelli a basso pescaggio che potrebbero portare fino a 98 TEU in una sola volta (in sostanza 98 camion in meno sulla strada con un solo viaggio), garantendo minori costi di trasporto e minor inquinamento;
- Potrebbe essere usata per il diporto;
- Il Terminal Off-Shore al largo di Malamocco e ad essa connesso potrebbe procurare all'intero sistema portuale 12.000 nuovi posti di lavoro, che diventerebbero 30.000 con l'indotto;
- Se si facesse la Camionabile, questa sarebbe costretta a passare sotto i 14 ponti già costruiti sulle parti costruite dell'Idrovia, facendo mancare lo spazio per le corsie di emergenza e in caso di inondazione della strada questa diventerà quasi sicuramente impraticabile rendendo necessario effettuare quasi sicuramente interventi di manutenzione e/o rifacimento della strada, con un aumento esponenziale dei costi.
- L'Idrovia porterebbe un beneficio in più in termini di sedimenti che confluiscono nella laguna veneziana, che allo stato attuale sta accellerando il processo di erosione dei fondali, che la porterebbe a diventare un braccio di mare come tanti altri.

Qui di seguito vi riportiamo la parte del Consiglio Comunale a cui facciamo riferimento:


Come avete potuto vedere PDL e Vigonza Viva si sono schierati contro la nostra richiesta, una scelta sconsiderata motivata con la scusa dei soliti cavilli, cavillini e cavilletti burocratici, e non, che bloccano (quando una cosa non si vuole proprio fare) l'avanzamento di proposte che portano beneficio alla collettività. Ricordiamo infatti che a causa delle scarse condizioni di prevenzione in tema di sicurezza idraulica (e non solo) la regione ha perso 2 miliardi di euro di soldi pubblici, che potevano essere investiti nel BENESSERE (servizi, sanità, ecc.) dei cittadini della reigione (quindi anche noi vigontini), e non nel ripagamento di danni causati dalle negligenze degli inciuci politici.
Cosa ancora più grave secondo noi, è che il Sindaco, che rappresenta la cittadinanza intera e quindi dovrebbe gli interessi dei cittadini garantendo un benessere che in questo periodo è sempre minore, parli dell'Idrovia come di una "battaglia persa". Lui non si impegna in battaglie perse, quindi se dovessero calare dall'alto la decisione di fare di Vigonza un buco in cui stoccare a cielo aperto tutte le scorie radioattive italiane, è meglio se prepariamo i bagagli e cambiamo paese.
Non parliamo poi di quello che è stato detto da qualcun altro dopo il consiglio, che se durante lo svolgimento del consiglio mostrava semplicemente perplessità sulla proposta, ha poi manifestato in tutto il suo splendore il suo favore per il progetto della Camionabile, piuttosto che per quello dell'Idrovia.

Insomma per Vigonza l'Idrovia non s'ha da fare...comunque ci impegnamo ad organizzare il prima possibile una serata pubblica di approfondimento, richiesto anche dai consiglieri in consiglio comunale, per fugare ogni eventuale dubbio.
Se ci fosse la volontà di cambiare idea sulla votazione non ci asterremo dall'essere favorevoli.

Vi invitiamo a visualizzare i seguenti link per informazioni più dettagliate:

infocat.it - di questo link vi invitiamo a leggere la relazione del Prof. D'Alpaos dell'Università di Padova
idroviapadovamare.org
Idrovia Padova-Mare? Si può fare!! - Video