martedì 11 febbraio 2014

Società partecipate, il M5S chiede la commissione di inchiesta


Roma, 11 febbraio 2014
           
COMUNICATO STAMPA

Il Movimento 5 stelle vuole aprire le porte delle Società Partecipate o controllate dallo Stato dalle Regioni dalle Provincie e dai Comuni con l’Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta bicamerale
Il senatore Giovanni Endrizzi cita gli stipendi d’oro della multiutility di Padova

Si è tenuta nel pomeriggio odierno una conferenza stampa per presentare il DDL volto all'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno dei costi degli Enti e delle Società partecipate o controllate non solo dallo Stato, ma anche dagli Enti territoriali.
Il motivo che ci ha spinto a presentare questa proposta – ha spiegato la sen. Ornella Bertorotta - nasce da un problema sempre crescente che trova spazio, purtroppo, più nella stampa che nelle istituzioni: i costi delle società partecipate. Il Movimento Cinque Stelle, attraverso la costituzione di questa commissione di inchiesta, vuole mettere nelle condizioni questo Parlamento di conoscere, e quindi di predisporre utili ed incisivi interventi legislativi volti a ridurre l'incidenza sul disavanzo dello Stato, dei costi amministrativi di personale di dette Società. Infatti, Confindustria nel suo ultimo rapporto scrive che al 2012 risultano circa 40 mila partecipazioni possedute da amministrazioni pubbliche, in quasi 8 mila organismi esterni. Per il Commissario della spending review circa 7 mila sono quelle di primo livello,  mentre 13.500 circa dovrebbero essere quelle di secondo o addirittura terzo livello; poi c'è la Corte dei Conti che si limita a fornire dati sulle partecipate controllate dagli enti territoriali che ci comunica una varietà di dati a seconda che si tratti di partecipate regionali o provinciali o comunali. A proposito di partecipate municipali la cifra gestita che emerge è di 34,8 miliardi. Quest'ultime presentano un indebitamento pari a 19,9 miliardi. Il tutto lascia intendere come il fenomeno necessiti di essere studiato, analizzato, ma soprattutto criticato. L'unica verità che si conosce è che gran parte di questi organismi sono nati, a livello locale, per aggirare i vincoli di finanza pubblica, in particolare il patto di stabilità interno.
Purtroppo, sono nati come strumento per mantenere il consenso politico attraverso l’elargizione di posti di lavoro.
Come afferma il sen. Endrizzi «l’Amministratore pubblico tende ad aumentare il numero di dirigenti, i quadri impiegatizi addirittura creando funzioni operative inutili al solo scopo di collocare parenti o sostenitori politici. Il fenomeno è acuito dagli stipendi d’oro come quello dell’A.D. della multiutility di Padova che nel 2011 ha percepito € 384.428 di emolumenti, di cui 55.161 di bonus e 30.000 euro di “altri compensi”, tutto alla luce del sole certo! Ma quando si apprende che questo A.D. ha versato l’anno seguente al proprio partito 54.000 euro, allora noi non ci stiamo più. Con l’istituzione di questa commissione vogliamo far recuperare al Parlamento un ruolo centrale perché c’è necessità di controllo e di programmazione
Tramite questa Commissione parlamentare che, come ha spiegato il prof. Paolo Grassi – ordinario di diritto europeo dell’Università di Teramo – avrà lo schema delle commissioni antimafia, si intendendo acquisire: dati sulla realtà delle società pubbliche esistenti, dati relativi alle loro funzioni, al loro equilibrio finanziario, alla consistenza degli organi amministrativi, dei dirigenti, degli impiegati e dei dipendenti operativi con i livelli contrattuali e i relativi emolumenti. Già nella scorsa legislatura, sono state presentate ben due proposte di inchiesta parlamentare sul tema, ma non hanno avuto seguito. Questo dimostra che l'argomento interessa a qualcuno, tuttavia, per una qualche ragione, non prende viene affrontato sul serio. Nel caso in cui non la proposta non venisse nemmeno calendarizzata - conclude Endrizzi - abbiamo un piano B: «
La nostra azione certo non si ferma ad un deposito di una legge o ad una conferenza stampa come questa. Attraverso la nostra rete capillare di gruppi territoriali, lanceremo una serie di iniziative, come richieste di  accesso agli atti, ricognizione sui costi e controllo sui bilanci disponibili e sensibilizzazione delle cittadinanze. Con un solo e unico scopo: rivelare a tutti i cittadini l'inganno a cui sono stati sottoposti e riportare la dignità e l'etica del bene comune al centro del servizio pubblico.» 

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Qui a Vigonza ci stiamo chiedendo da mesi se non ci stiano ingannando con queste società partecipate...

Per non dimenticare

mercoledì 22 gennaio 2014

"I 7 punti di Genova alla luce dei trattati europei". 2a serata

Vi aspettiamo Giovedì 30 Gennaio alle ore 21.00 presso la Sala Perlasca delle Scuole Elementari di Busa, in Via Aldo Moro.

Si avvicinano le elezioni europee e parlare delle proposte di Genova e dei trattati europei, quando la platea si mostra ricettiva e partecipativa richiede tempo e metodo. Nella serata del 16 (svoltasi a Dolo) abbiamo illustrato le 7 proposte di Genova, molto succinte, ma a pieno campo e abbiamo dedicato ampio spazio al quesito referendario sull'euro. Abbiamo così messo a fuoco la natura politica e non semplicemente economica della crisi europea; a Vigonza andremo a chiudere i cerchi e a formulare alcune possibili ipotesi propositive del Movimento. Seguirà un ampio dibattito. Non mancate.

martedì 21 gennaio 2014

Comunicato Stampa - Consiglieri M5S Padovano

Comunicato stampa congiunto da parte dei consiglieri del Movimento 5 Stelle Padovano sulle interrogazioni riguardo la gestione rifiuti nei comuni con rappresentanti del Movimento.
Convocata la conferenza stampa il giorno 24 gennaio alle ore 18.30 presso la Sala consiliare del C.d.Q. 4 SUD-EST, Via Guasti, 12/C, Guizza, Padova.

Giornalino M5S Veneto

Giornalino Numero Zero (Dicembre):

Giornalino Numero Uno (Gennaio):

domenica 10 novembre 2013

Passata la mozione sul wifi - ostruzionismo battuto

Nel consiglio comunale di questo venerdì, abbiamo ripresentato la NOSTRA mozione sui punti hotspot wifi pubblici.

Ingenuamente pensavamo fosse l’argomento meno spinoso, che si sarebbe risolto con un voto rapido ed unanime.

Mai ci saremmo aspettati che si aprisse una battaglia politica per una cosa così banale, a Vigonza evidentemente si è in campagna elettorale perpetua.

La maggioranza ha voluto a tutti i costi “mettere il cappello” sulla nostra proposta, in particolare il consigliere Quaglio ha detto:
“per poter votare favorevole a questa mozione, noi chiediamo al proponente, ai proponenti, che però venga modificata scrivendo nelle premesse che il programma dell'amministrazione Tacchetto prevede nel punto...(i nostri colleghi di minoranza capendo dove voleva arrivare hanno iniziato a rumoreggiare)...capisco che questo crea simpatia e ilarità ai consiglieri di minoranza ma siccome è la verità, cioè è nel programma depositato, non è un'invenzione mentre qualcuno arriva con la mozione dopo noi vogliamo che per onestà venga scritto, basta. E' un'amore di trasparenza e verità che forse voi non avete e vi fa ridere, e capisco consigliere Stivanello che a lei faccia ridere questa cosa, però siccome C'E' nel programma, ok? E' giusto che ci sia anche nella mozione se volete il nostro voto favorevole senò voto contrario”
Ricordiamo alla maggioranza che rimane aperto da ormai un anno il discorso delle “casette dell’acqua pubblica”, che sembra stia finalmente giungendo a termine, dobbiamo credere che stiano portando avanti anche il wifi? Con i loro tempi fra quanti anni pensano di sbrigare una pratica che richiede probabilmente solo 3 o 4 mesi?

In ogni caso, a noi non interessa “mettere il cappello” su qualunque cosa, abbiamo accettato di emendare il nostro testo, finanche snaturandolo (chiedendo in buona sostanza che il Comune continui nell'opera di creazione degli hotspot WiFi) per avvicinarci alla maggioranza ed ottenere un voto unanime. Ma inutilmente, perchè di voto unanime non si è trattato: il PdL ha infatti deciso infatti di votare contro, nonostante il nostro accoglimento delle loro richieste (evidentemente volevano che scrivessimo che VIGONZA VIVA ce l'aveva nel programma elettorale, MENTRE GLI ALTRI DOVEVANO DIMOSTRARLO) mentre i consiglieri Bugno e Ruzza di Vigonza Viva hanno preferito l'astensione, nonostante anche l'emendamento da loro proposto fosse stato inserito.
La mozione è passata lo stesso grazie ai consiglieri di minoranza (Caon,  LEGA - Stivanello, PD - Zanon e Alibrandi - CpV) ed anche ai consiglieri Pinton e Barutta (UDC) della maggioranza. Almeno i consiglieri Bugno e Ruzza hanno preferito, come detto, astenersi dalla votazione piuttosto che votare contrari come la restante parte dei consiglieri di maggioranza del PdL e Vigonza Viva, SINDACO COMPRESO.

Al di là del clima fortemente "ciaciarone" del Consiglio, che vi consigliamo caldamente di guardare si Youtube appena verrà pubblicato, riteniamo questo comportamento ostruzionista, un’atteggiamento vergognoso ed intollerabile, soprattutto dopo le parole di Orlando Bortoletto insignito della Cittadinanza Onoraria del Comune di Vigonza in questo stesso Consiglio Comunale, parole che invitano alla collaborazione.

Questo è tutto quello che DOBBIAMO dire a tutti i costi. Non è pensabile proseguire in questa direzione da parte dell’amministrazione comunale, che invitiamo a considerare di coinvolgere nei suoi lavori tutte le parti politiche. Bisogna iniziare a collaborare, soprattutto in questo periodo storico, per poter riuscire a vincere tutte le difficoltà nel modo migliore possibile.

Piccola vittoria sulla tariffa corrispettivo dei rifiuti

Nel consiglio comunale di questo venerdì, abbiamo parlato del nuovo regolamento per quanto riguarda la tariffa corrispettivo dei rifiuti, questo argomento ci ha reso super entusiasti, ma allo stesso tempo ci ha lasciati con l’amaro in bocca.

Qui c’è ben poco da dire, sarà una coincidenza, ma dopo ben TRE interrogazioni da parte nostra, il nuovo regolamento sulle tariffe dei rifiuti riporta la formula per il calcolo dei costi descritta nel DPR 158/99.

Questa per noi è una VITTORIA, ma ci lascia con il rammarico di aver sprecato nell’ultimo anno, e non sappiamo nei precedenti, 46.000 euro in più del dovuto.